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Green Public Procurement ed efficienza energetica, l’Unione Europea è indietro?

L’Unione Europea ha da tempo emanato direttive per la riduzione di emissioni di gas serra. A quanto pare, però, gli stessi edifici pubblici dell’UE avrebbero una scarsa efficienza energetica. Le istituzioni non avrebbero utilizzato quegli strumenti a favore della bioedilizia che esse stesse hanno promosso. A sostenerlo è un rapporto della European Court of Auditors, intitolato “How do the EU institutions and bodies calculate, reduce and offset their greenhouse gas emissions?”

La Commissione si è difesa evidenziando come gran parte degli edifici dell’UE a Bruxelles siano in fase di costruzione o ristrutturazione, rivendicando la riduzione del 30% del consumo medio di energia nel periodo tra il 2005 e il 2013. Dopo il 2005, le istituzioni europee sono riuscite a invertire la tendenza delle emissioni prodotte dai loro edifici. Tuttavia, non sono riuscite a implementare una politica comune per contribuire, entro il 2020, a raggiungere l’obiettivo di ridurre i gas serra del 20% rispetto ai livelli degli anni ’90. Quasi il 30% delle istituzioni esaminate non ha calcolato pienamente le proprie emissioni. Di conseguenza, non è stato possibile determinarne l’impronta ecologica. Secondo la Corte, sono stati certamente ridotti i consumi energetici, ma non ci sono dati per determinare le emissioni provenienti da altre cause (per esempio, la mobilità). Le minori emissioni sarebbero quindi imputabili all’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili, che viene conteggiata come zero nel calcolo della “carbon footprint”.

Le istituzioni europee, quindi, sarebbero le prime a non utilizzare del tutto gli strumenti di gestione ambientale promossi dalla Commissione. In questa situazione, il Green Procurement è visto come qualcosa di opzionale, piuttosto che come un obbligo, ed è adottato da pochi organismi.

Tuttavia, la Corte vede in questa situazione una nuova opportunità per proporre una policy comune nella riduzione delle emissioni:

  • introdurre un approccio comune per il conteggio delle emissioni, includendo anche le fonti indirette;
  • sviluppare una politica condivisa nel compensare su base volontaria le emissioni di gas serra che non possono essere evitate;
  • utilizzare pienamente tutti gli strumenti promossi dalla Commissione, in particolari quelli che riguardano il Green Procurement.

Il documento è disponibile al link:

http://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR14_14/QJAB14014ENC.pdf

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